Nello stato di natura nessuno si prende cura degli altri. Fortunatamente non viviamo in questa tetra condizione. Talvolta teniamo conto del successo e benessere degli altri e desideriamo sacrificare qualcosa di nostro per i loro interessi, solo allora siamo disposti a cedere.

Anche se il comportamento altruistico nasce dall’egoismo.

Per esempio, non è mio interesse personale aiutare gli altri, così da ricevere a mia volta aiuto, nel caso ne abbia bisogno?

L’egoismo ha una brutta fama, ma in confronto ad alcune altre motivazioni può sembrare decisamente benevolo.

Quando le persone sono mosse da invidia, malevolenza e gelosia, esse hanno un incentivo a ridurre il benessere degli altri individui.

La strada più impegnativa per fare di più degli altri consiste nel migliorare i propri risultati.

Quella facile nel cogliere in fallo la concorrenza.

Trarre piacere dalla sfortuna degli altri è probabilmente più comune che provocarla attivamente ma talvolta la gente si fa in quattro per danneggiare gli altri e sminuirli.

Un fatto molto deprimente riguardo a molte società contadine è che la gente che ha maggior successo sia economico che sociale è spesso bollata come pericolosa e perciò trascinata a livello degli altri e persino al di sotto.

La nuova ricchezza in questo tipo di società è vista male.

Contro un retroterra di questo genere, l’egoismo spietato può avere un effetto liberatorio.

Tuttavia, l’interesse personale svolge meglio la propria funzione se combinato con un minimo di onestà.

Mantengo la promessa che ti ho fatto non perchè mi prenda cura del tuo benessere, ma perchè  mi preoccupo della mia reputazione di persona di parola. Se non viene limitato da norme sociali e minimi codici d’onore, l’egoismo si trasforma in opportunismo.

E’ una sgradevole creatura, non meno spiacevole dell’invidia tanto nelle sue manifestazioni e conseguenze.

Inoltre le persone parlano male mosse da invidia, malevolenza e gelosia.

Ed è proprio così che un soggetto mosso da malevolenza mette in cattiva luce un altro individuo creando il pregiudizio.

Gli individui si danneggiano per l’eccessivo attaccamento al bene materiale. Ed è da tutto ciò che nasce l’invidia.

Una prima forma di invidia può essere:”Se non l’ho io nessun altro lo può avere..”

Altra ancora è:”Non voglio quello che ha lui, ma quello che ha in più di me (in tutti i campi), rende  il soggetto inferiore”.

Una forma ancora più perversa è quella di accettare di meno per se stessi in modo da equiparare l’altro e ridurlo ai miei occhi.

Esempio lampante potrebbe essere quello di non comperare determinate cose perchè solo le persone ricche le comprano, pur potendosele permettere.

Ulteriore esempio è quello di fare una vita di sacrificio perchè colui che ricopre una determinata posizione economico/sociale lo ha fatto.

(…Voglio essere io il Boss..,Scimmiottiamo personaggi, di solito esaltati dal punto di vista della ricchezza senza scrupoli o della semplice forza bruta).

Desiderare cose, situazioni, o persone rende gli individui inevitabilmente infelici.

(….”l’erba del vicino è sempre più verde…, ci immedesimiamo in aziende.. il frutto proibito è il più dolce.. occhio non vede cuore non duole…”).

L’importante  è sapersi accontentare che non vuol dire tarpare le ali a qualsiasi desiderio ma accettare tranquillamente la propria situazione, ci potranno togliere tutto ma i nostri sogni rimarranno tali.

(Desideri irrazionali tipo:”…volere la botte piena e la moglie ubriaca..l’uovo oggi la gallina domani…).

Anche l’invidia è veramente qualcosa di brutto nel comportamento umano, cme il provare piacere dalle disgrazie altrui senza provocarle attivamente ecc.

comunque uno sapendolo si rende superiore.

Insomma l’uomo è forse la Bestia più brutta che c’é!!!!!!.

Nel frattempo vivi e lascia vivere.

Ed in conclusione alcune massime:

Amici pochi ma buoni.

Tempo al tempo.

L’uomo è lupo dell’altro uomo (“homo homini lupus est”)

Da cosa nasce cosa

Mors tua vita maea.

Bisogna conoscere

Con il male non si scende a patti e compromessi.

Mai fare il passo più lungo della gamba.

Chi fa da se fa per tre

Non c’è due senza tre

E’ l’odio che dà le occasioni

Contingenze favorevoli.

In tutto c’è un ordine

A pensar male qualche volta ci si azzecca.

A volte meglio soli che male accompagnati.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Quello che uno ha è un dono di Dio  per chi è cristiano.

Non mettiamo limiti alla Provvidenza.

Pecunia non olet.

Vivi e lascia vivere.

Ognuno per se e Dio con tutti.

 A tutto c’è rimedio fuorché alla morte.

Dr.Siena Roberto.

“Tanto il male ricade su l’autore”.

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Un commento

  1. Complimenti Dante caro sei sempre molto attivo….. c’è chi sogna un mondo migliore ma c’è chi costruisce un mondo migliore!….
    Ciao a presto.tina

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