La Felicità dal punto di vista di un economista i suoi studi e letture.
Un cuoco impara prima a usare i condimenti, a combinare gli ingredienti e a conoscere le relative temperature di cottura e poi inizia a cucinare. Un violinista impara prima la notazione musicale e l’uso corretto dell’archetto e poi inizia a suonare. Allo stesso modo, possiamo imparare a migliorare il nostro umore e ad esprimere il meglio di noi stessi.
Che cosa cerchiamo tutti nella vita? L’impulso fondamentale che guida la nostra natura umana non è soltanto quello di sopravvivere, ma anche di essere felici il più possibile. Ciascuno di noi cerca il modo migliore per essere sempre più felice. Ogni azione che compiamo nella vita ha lo scopo di farci sentire meglio.
Possiamo scegliere molte strade per essere più felici.
Mentre una persona può ritenere che la risposta stia nella ricerca del piacere, un’altra può essere convinta che sia meglio impegnarsi ad aiutare gli altri. La maggior parte di noi vive tra questi due estremi opposti, cercando di soddisfare le proprie necessità e i propri desideri e, nel contempo, di aiutare gli altri quando è possibile.
Nella nostra cultura, la felicità è spesso associata al sentimento di gioia che si prova nei momenti di divertimento oppure all’eccitazione dell’innamoramento. Ma la vera felicità è molto di più di queste sensazioni piacevoli. E’ la serenità che ci pervade quando siamo profondamente in pace con noi stessi.
E’ l’appagamento spirituale che proviamo quando sentiamo di essere in armonia con gli altri, con la natura, con il mondo intero. E’ la spinta che deriva dal perseguire obiettivi importanti ed è la soddisfazione che proviamo nel raggiungerli. La felicità è la sensazione elettrizzante che tutto sta andando bene e che la vita è bella!.
Ome potete vedere, la felicità comprende molti tipi di stati emotivi positivi.
La prossima volta che vi chiederanno “come va la vita?”, rispondete fiduciosi “Faccio in modo che vada per il meglio”.E’ assai improbabile che ogni cosa nella vita proceda secondo la nostra volontà.
Prima o poi, tutti ci imbattiamo in situazioni che vanno contro le nostre speranze e desideri.
L’aspettativa irrealistica che tutto nella vita accada in funzione del nostro benessere può portare molta infelicità e delusioni cocenti. Questo mondo procede senza curarsi della felicità umana,gli uragani soffiano con furia cieca, travolgendo tanto i “buoni” quanto i cattivi. I terremoti scuotono la terra senza preoccuparsi della sorte di edifici, strade o persone.
Quando arriviamo ad accettare il fatto che la vita non ci fornisce garanzie né ci concede favori, smettiamo anche di lamentarci, con il solito “perchè proprio a me?. Impariamo allora a fare di ogni esperienza un momento di crescita, cercando con ottimismo di ricavare il meglio da qualsiasi situazione. Ricominciamo ad apprezzare le cose; ciò che già possediamo può essere considerato un dono della vita. Diventiamo sempre più riconoscenti per la nostra buona salute, per la presenza dei nostri cari, perchè abbiamo cibo e vestiti in abbondanza, una dimora sicura e per gli infiniti doni della sorte che spesso ci sembrano scontati. La persona più felice è chi non si aspetta nulla e apprezza tutto.
La felicità non dipende da quanto possediamo, ma piuttosto dal nostro atteggiamento, cioè da quanto siamo in grado di apprezzare ciò che abbiamo già. Il proprietario soddisfatto di poche paia di scarpe è più ricco del possessore insaziabile che ha intere stanze piene.
Imparate a resistere alla tentazione di fare un confronto tra i vostri averi e quelli di amici, vicini di casa o personaggi famosi.
Esiste sempre qualcuno che è più ricco, che ha una casa più bella, guida un’auto più costosa, è più attraente oppure ha un marito, una moglie o un amante più avvenente.
Il vero amore inizia nel profondo di noi stessi. Se ci amiamo e ci accettiamo, un senso di pace e di armonia si diffonde silenziosamente in noi, eliminando ogni nota stridente.
Il nostro aspetto fisico non ha importanza, tutti noi rappresentiamo un prodigio della creazione. Il filosofo tedesco Friedrich Nietzche ha espresso un pensiero simile.”Ogni uomo (o donna) è in fondo conscio di essere un individuo unico e irripetibile su questa terra….”.Anche l’amicizia può essere fonte di felicità.
Quando siamo in compagnia di un vero amico ci sentiamo a nostro agio; i momenti di silenzio totale non ci procurano imbarazzo;un senso reciproco di comunione, fiducia e premura ci pervade. Possiamo aprire il nostro cuore, nel bene come nel male, sapendo che saremo comunque accettati; un orecchio gentile presta ascolto ai nostri affanni e alle nostre preoccupazioni, una voce buona lenisce le pene con parole comprensive. I veri amici sono accanto a noi nel dolore e nel bisogno; possiamo contare su di loro quando la sventura ci fa visita, così come loro possono contare su di noi. Gli amici autentici festeggiano con noi durante i momenti propizi, condividono il nostro entusiasmo quando abbiamo successo senza per questo sentirsi minacciati o gelosi.
Se coltiviamo l’amore nei nostri confronti diventa più facile essere prodighi di lodi e approvazioni, poiché vogliamo che l’umore di tutte le persone sia buono quanto il nostro.
Il rimprovero pubblico scatena la collera:deve essere fatto a porte chiuse. Un proverbio russo opportunamente dice: lodare ad alta voce, criticare a bassa voce. Una critica fatta alle spalle di qualcuno può essere scoperta quando meno ce l’aspettiamo.
Perv raggiungere un certo grado di felicità bisogna curare le ferite che si sono accumulate nel corso della vita ciò non potrebbe essere facile per chi ha sofferto traumi straordinari, che comunque possono spesso trovare rimedio col passare del tempo. Un’altra alternativa consiste nel cambiare ambiente:allontanarsi dal luogo che vi ricorda le esperienze dolorose, trasferendosi anche in un’altra città.
Tutti un tempo siamo stati bambini e il nostro piccolo cuore potrebbe essere stato colpito da dure parole pronunciate da genitori inesperti, forse anche loro sono stati privati dell’amore e di una giusta guida. Chiedete a vostra madre e a vostro padre della loro infanzia. Hanno subito punizioni severe? Hanno ricevuto affetto dai loro genitori? Hanno sofferto privazioni nella crescita?sono stati presi in giro e ridicolizzati dai compagni di scuola?.
Perdonate!Il perdono ci rende più disposti ad amare gli altri(“..il perdono è la miglior vendetta…S.Francesco…).
I pensieri e gli stati d’animo negativi scaricano le nostre energie, ci spingono a desiderare disgrazie per gli altri anziché cercare di elevare la nostra condizione.
La gelosia e l’invidia spesso scaturiscono da una mancanza di amore di sé. Anziché derivare piacere da ciò che abbiamo e che sappiamo fare, ci fanno soffrire per quello che hanno gli altri. Chi è contento non desidera la casa, l’erba più verde o la macchina nuova; è soddisfatto della propria situazione e augura a tutti una tranquillità d’animo. Alcuni crescono nel lusso, mentre altri nella miseria. Non tutti sono belli, alcuni sono sani, altri malati. Ma l’amore di sé e quindi la felicità trascende l’aspetto esteriore.
Fino a un certo punto il denaro può effettivamente favorire la felicità poiché dà un senso di sicurezza fondamentale per il benessere. Tuttavia, si può raggiungere un limite di saturazione in cui una maggiore ricchezza fa poca o nessuna differenza nel rendere la vita più felice.
Ci sono due modi per essere ricchi:avere grandi ricchezze o accontentarsi di quello che si ha già.
Secondo uno scrittore americano :il denaro è esattamente come il sesso. Chi non lo fa continua a pensarci, mentre chi lo fa pensa ad altro!.
Dr.Siena.